Terapia Breve Strategica

La TERAPIA BREVE STRATEGICA è un approccio originale alla soluzione dei problemi umani, che presenta specifici fondamenti teorici e prassi applicative in costante evoluzione, sulla base della ricerca scientifica.

chiave serraturaSi tratta di un intervento terapeutico breve (intendendo per breve al di sotto delle 20 sedute) che si occupa da un lato di eliminare i sintomi e/o i comportamenti disfunzionali per i quali la persona è venuta in terapia, dall’altro, di produrre il cambiamento delle modalità attraverso cui questa costruisce la propria realtà personale ed interpersonale.
In altri termini, obiettivo prioritario di un terapeuta strategico è quello di risolvere rapidamente problemi e disturbi che possono diventare invadenti ed invalidanti non solo per il paziente che ne soffre, ma anche per coloro che gli stanno accanto.

I risultati ottenuti con trattamenti basati su interventi strategici ben costruiti, applicati presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo e nelle sedi italiane affiliate su oltre 3000 casi trattati, hanno dimostrato come sia possibile risolvere in maniera effettiva ed in tempi brevi molti problemi di ordine psicologico. Le attuali misurazioni dell’ efficacia (risoluzione del problema) e dell’ efficienza (rapidità con cui viene risolto) riportano infatti l’86% dei casi risolti con una durata media del trattamento di 7 sedute.

In virtù di queste caratteristiche, quello strategico appare non solo un modello teorico e operativo decisamente efficace per la soluzione in tempi brevi di problemi clinici (individuali, di coppia o familiari), ma anche un approccio applicabile a contesti interpersonali differenti, come quelli sociali, educativi e aziendali.

A chi si rivolge

La Terapia Breve Strategica risulta particolarmente efficace ed efficiente nella cura dei seguenti disturbi:

DISTURBI D’ANSIA

  • disturbo da attacchi di panico
  • agorafobia
  • disturbo d’ansia generalizzato
  • fobia sociale
  • disturbo post-traumatico da stress
  • fobie specifiche (di animali, oggetti, situazioni…)
  • ossessioni
  • compulsioni
  • ipocondria

DISORDINI ALIMENTARI

  • anoressia
  • bulimia
  • vomiting
  • binge eating

DEPRESSIONE NELLE SUE VARIE FORME

DISTURBI SESSUALI

  • difficoltà di erezione
  • eiaculazione precoce
  • vaginismo e dispaurenia
  • disturbi del desiderio

PROBLEMI RELAZIONALI NEI DIVERSI CONTESTI (familiare, lavorativo, amicale…)

PROBLEMI DI COPPIA

PROBLEMI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA

  • disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività
  • disturbo oppositivo-provocatorio
  • mutismo selettivo
  • disturbo da evitamento
  • ansia da prestazione
  • fobia scolare
  • disturbo da isolamento

DISTURBI LEGATI ALL’ABUSO DI INTERNET

  • dipendenza dalla rete
  • “information overloading addiction”: ovvero quando le informazioni non bastano mai
  • shopping compulsivo in rete
  • on-line gambling: ovvero le scommesse in rete
  • trading on-line compulsivo
  • chat dipendenza
  • dipendenza da cybersesso

Come Funziona

La Terapia Strategica è una forma di intervento breve e focale, orientata verso l’estinzione dei sintomi, da una parte, e verso la ristrutturazione della percezione che il soggetto ha di sé, degli altri e del mondo, dall’altra. Pertanto rappresenta un intervento radicale e duraturo e non una terapia superficiale e meramente sintomatica. Il cambiamento, infatti, avviene non solo a livello comportamentale, ma anche emotivo e cognitivo. Partendo dall’assunzione che i disturbi di natura psicologica derivano da una modalità disfunzionale di percepire e di reagire nei confronti della realtà, il terapeuta strategico, per cambiare una situazione problematica, anziché andare alla ricerca delle cause originarie, indaga sul “come” il problema funziona e sul “come” si mantiene per poi individuare la modalità d’intervento più efficace.

Un aspetto fondamentale su cui il terapeuta focalizza l’attenzione sin dal primo incontro è l’indagine sulle cosiddette “tentate soluzioni”, vale a dire tutto ciò che il paziente stesso e le persone intorno a lui hanno tentato di fare per cercare di risolvere il problema. Questi tentativi disfunzionali ripetuti nel tempo, se non vengono bloccati e sostituiti con delle strategie più funzionali, alimentano la situazione problematica e ne determinano la sua persistenza, complicandola ulteriormente.

Da un punto di vista strategico, quindi, per cambiare una situazione problematica non è necessario svelarne le cause originarie (aspetto sui cui, peraltro, non si avrebbe più alcuna possibilità di intervento), ma lavorare su come questa si mantiene nel presente modificando la ridonante ripetizione delle “tentate soluzioni” adottate.

Per questo motivo, il terapeuta strategico concentra la sua attenzione, fin dal principio della terapia, sul rompere questo circuito vizioso che si è venuto a stabilire tra le tentate soluzioni e la persistenza del problema, lavorando sul presente piuttosto che sul passato, su “come funziona” il problema, piuttosto che sul “perché esiste”, sulla ricerca delle “soluzioni” piuttosto che delle “cause”.

Scopo ultimo dell’intervento terapeutico diviene così lo spostamento del punto di osservazione del soggetto dalla sua posizione originaria rigida e disfunzionale (che si esprimeva nelle “tentate soluzioni”) ad una prospettiva più elastica e funzionale, con maggiori possibilità di scelta.

In questo modo la persona acquisisce la capacità di fronteggiare i problemi senza rigidità e stereotipia, sviluppando un ventaglio di diverse possibili strategie risolutive.

Per raggiungere questo obiettivo nella maniera più efficace e rapida possibile, l’intervento strategico è di tipo attivo e prescrittivo e deve produrre risultati a partire già dalle prime sedute. Se questo non avviene, il terapeuta è comunque in grado di modificare la propria strategia sulla base delle risposte date dal paziente, fino a trovare quella idonea a guidare la persona al cambiamento definitivo della propria situazione problematica.

Cenni Storici

L’approccio strategico ai problemi umani personali ed interpersonali è sorto e si è sviluppato nell’ambito della psicoterapia.

Trae le sue origini dalla teoria della comunicazione nata in campo antropologico con Gregory Bateson, dagli sviluppi costruttivisti dell’epistemologia cibernetica (Heinz von Foerster, Ernst von Glasersfeld) e dagli studi sull’ ipnosi e la suggestione di Milton Erickson. Si deve poi a Paul Watzlawick e al Mental Research Insitute di Palo Alto l’opera di approfondimento e sistematizzazione dei principi teorico-applicativi della comunicazione nei suoi aspetti pragmatici e terapeutici.

La collaborazione tra Paul Watzlawick e Giorgio Nardone, sviluppatasi per oltre 18 anni, ha condotto alla moderna evoluzione della terapia strategica e alla messa a punto di specifici protocolli di intervento per specifici problemi clinici (fobie, ossessioni, disordini alimentari, etc.) mediante una rigorosa procedura di ricerca empirico-sperimentale nota come “ricerca-intervento”.

Questo modello evoluto di terapia è esposto dettagliatamente in numerose opere (vedi bibliografia), tradotte in molte lingue e divenute testi fondamentali dell’approccio strategico alla psicoterapia.
Il primo libro, manifesto della terapia breve strategica evoluta, “L’arte del cambiamento”, scritto da Paul Watzlawick e Giorgio Nardone nel 1990, presenta per la prima volta protocolli specifici di trattamento per particolari disturbi.
Da allora la costante e cospicua attività di ricerca ed attività clinica ha prodotto la creazione di numerosi modelli di terapia specifici per le differenti patologie e l’aumento significativo dell’efficacia e dell’efficienza degli interventi terapeutici.

L’obiettivo primario del Centro di Terapia Strategica è lo sviluppo di modelli di psicoterapia breve sempre più efficaci, predittivi, ripetibili e trasmettibili.

 

BIBLIOGRAFIA

(CLICK QUI per consultare pubblicazioni e ricerche del CENTRO DI TERAPIA STRATEGICA)

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