“EMERGENZA CORONAVIRUS”
Gestire Ansia e Stress

Il 2020 ci ha presentato uno scenario che neppure la più fervida fantasia avrebbe potuto immaginare: la pandemia da CORONAVIRUS.
Di fronte a questo invisibile e, fino a poco tempo fa, sconosciuto nemico, inevitabilmente si genera in tutti noi uno stato d’ansia derivante sia dalla paura del contagio che dall’impossibilità di prevedere esattamente come e quando tutto finirà. Tutti, per affrontare la quarantena a cui siamo sottoposti senza rischiare risvolti psicologici che andrebbero ad appesantire ulteriormente la situazione già di per sé critica, dobbiamo navigare a vista cercando di gestire lo stress e l’ansia.
Ecco allora alcuni semplici consigli che possono aiutare:

  • EVITARE DI PARLARE CONTINUAMENTE DEL CORONAVIRUS

    Parlare troppo del problema è una delle peggiori soluzioni che si possono mettere in atto; questo perché, più se ne parla, più esso assume dimensioni gigantesche e terrificanti nella nostra mente. Per fare un esempio pratico, è come aggiungere del fertilizzante ad una pianta: questa inizierà a crescere sino a diventare ingestibile. Allo stesso modo, se si parla troppo di un pensiero che ci tormenta, in questo caso del virus, l’ansia subirà una rapida escalation e ci travolgerà.

  • EVITARE LA SOVRAINFORMAZIONE

    Cercare costantemente informazioni su qualsivoglia mezzo di comunicazione, in cui viene detto “tutto ed il contrario di tutto”, incorrendo inevitabilmente in fake news e in pseudo notizie di “improvvisati” scienziati, costituisce un’altra pessima soluzione che non fa altro che alimentare le emozioni angoscianti che proviamo. Bisogna, invece, affidarsi solo a fonti ufficiali che vanno ascoltate una massimo due volte al giorno e per il tempo strettamente necessario a tenersi informati sull’andamento del problema.

  • EVITARE DI “NON” PENSARCI

    Sforzandoci di non pensare a qualcosa che ci preoccupa lo pensiamo ancora di più perché “pensare di non pensare è già pensare”. Perciò evitiamo di dare ascolto a chi, pur con le migliori intenzioni, ci dice di non pensarci e pensare ad altro. Non solo fare ciò è impossibile ma peggiora inesorabilmente il nostro stato d’animo.
    Se il pensiero è costante e non riusciamo a liberarcene, ritagliamoci uno spazio di mezz’ora in cui, armati di carta e penna, scriviamo, nella maniera più particolareggiata possibile, tutte le sensazioni negative che ci attanagliano. Alla fine della mezz’ora, evitando accuratamente di rileggere, si interrompe l’attività bruciando o strappando ciò che si è scritto.

  • FARE

    Quante volte durante la nostra vita “normale” abbiamo desiderato del tempo per dedicarci a qualcosa che ci piace? Leggere, ascoltare musica, approfondire conoscenze, sistemare finalmente quell’armadio in cui non riusciamo più a trovare le cose, sono azioni per cui, prima di tutto ciò, non avremmo mai trovato il tempo. Ora, invece, il tempo lo abbiamo e, sfruttarlo per fare cose che ci gratificato, aiuta sicuramente ad affrontare questa situazione.

  • GENTILEZZA

    Un ultimo consiglio riguarda la convivenza forzata a cui non siamo abituati.
    È possibile che, vivendo a stretto contatto con i nostri famigliari per tempi prolungati e reprimendo il nostro spazio individuale, ci troviamo a fare i conti con razioni di rabbia ed aggressività, ingredienti che peggiorano ulteriormente il nostro stato emotivo e di chi ci sta accanto. Riorientare tali reazioni in altre che renderebbero l’atmosfera più gradevole per tutti può essere realizzato impegnandosi in piccoli gesti di gentilezza verso gli altri. Questa modalità interrompe il circolo vizioso della rabbia perché chi li riceve si sente accolto e, a sua volta, reagirà allo stesso modo inviando un feedback positivo che immediatamente smorza la nostra collera e crea un ambiente sereno ed in cui instaurare alleanza e complicità.

I commenti sono chiusi.